L'ultimo spettacolo
A fine agosto ho ripreso il corso di teatro giù a Spezia. Ma solo per un mese, perchè dovevamo finire di preparare lo spettacolo di fine corso, che a giugno non avevamo potuto fare.
Poi le altre donnine riprenderanno a fine ottobre col nuovo corso, mentre io avevo già detto a giugno che non avrei più potuto partecipare (sigh)

E così per un mese circa sono andata a Spezia una volta alla settimana, per provare la mia parte.
Il tema dello spettacolo era l'amore in tutte le sue forme, ed era composto di vari spezzoni di commedie conosciute: La vedova allegra, La locandiera, Uomo e Galantuomo, accompagnate da balli e canti.
A me è toccata la parte della Mirandolina :D

Il 29 settembre c'è stata la prova generale, al Teatro Civico. Ovviamente è andata malissimo, ovviamente i tre maestri (teatro, ballo e canto), si sono incazzati come delle biscie, ovviamente eravamo tutti molto preoccupati. A me hanno anche cambiato una parte all'ultimo, cioè invece che stirare dovevo piegare un lenzuolo assieme ad una comparsa. Il che ha implicato inventarmi nuove mosse e nuove pause.
Vabbè, dicevo prova andata malissimo, così son tornata a casa la sera con un mal di testa atroce e mi sono infilata subito a letto.

Parentesi comica della giornata.

Serviva un asse da stiro con relativo ferro (anche se io poi non li ho usati, ma sono serviti lo stesso). Io ero d'accordo col maestro, che avrei portato i miei, ci saremmo trovati a casa sua, avremmo caricato la roba nella sua macchina e saremmo andati insieme al Teatro. Questo perchè si trova in una zona pedonale, e per andare con la macchina ci vuole il permesso.
Benissimo. Bella tranquilla, la mattina del 29 mando un sms al maestro, chiedendogli l'ora del ritrovo a casa sua. Mi telefona dicendo "Dovevi venire a casa mia?" (-__-'')
Io: "Si, non ti ricordi?", e gli ricordo il piano.
Lui: "Cazzo, me lo sono fumato completamente!"
Così abbiamo stilato il piano B: io dovevo andare giù in macchina, mollarla da qualche parte, prendere l'autobus e recarmi al Teatro. Benissimo, nessun problema! A parte il fatto che dovevo farmi mezza città in autobus con un asse da stiro in una mano e un ferro in un'altra. Alè.
E così è andata. Con la gente che mi guardava con due occhi così, e io che non sapevo se ridere o scavarmi una fossa per la vergogna :D (ha prevalso il ridere). Fine parentesi comica.

Il 30 preparo tutta la mia robina (vestiti già belli stirati dal giorno prima, trousse e quant'altro) e vado al Teatro. Erano le 15, lo spettacolo c'era alle 21. Abbiam passato quattro ore ad agitarci a vicenda, perchè il tempo di fare un'ultima prova non c'è stato.
Alle 19 io e una delle "attrici", quella con cui ho più legato nonchè quella più vicina alla mia età, decidiamo di andare a prendere l'aperitivo, per non arrivare digiune ma neanche stragonfie.
E qui scatta l'altra parentesi comica (a volte mi pare di essere a Candid Camera!)

Arriviamo in questo localino carinissimo, pieno di candele. La mia amica mi spiega che puoi prendere l'aperitivo, e abbuffarti di tutte le schifezzine che ti portano. Bello! C'era anche un piccolo buffet, con focaccine, verdurine, tutto disposto in tanti bei piattini. Visto che l'aperitivo che non arrivava, la mia amica suggerisce di servirci intanto al buffet.
Benissimo, vado al tavolinetto e inizio a riempire il mio piattino. A un certo punto sento un sshhffffffftttt!
Mi giro e mi accorgo con sgomento che sto andando a fuoco!! Più che altro i miei capelli -__-
Belle le candeline sparse ovunque, eh? Mi spengo i capelli e piena di vergogna torno al tavolo.
Ovviamente rido. La gente, che lì per lì non aveva capito, inizia a sentire la puzza di gallina bruciacchiata e a guardarsi intorno. Li guardo e dico "No, scusate, sono solo io che ho preso fuoco!" Ancora risate.
Vabbè, ho lasciato sul pavimento una marea di capelli sbruciacchiati, e mi sono messa a mangiare.

Alle 20 siamo tornate al Teatro per prepararci. Paolo, mia mamma, sua mamma e sua zia sono arrivati poco dopo. Alle 21 è iniziato il discorso altamente soporifero del sindaco, e finalmente abbiamo cominciato. A differenza degli altri due spettacoli dove attaccavo quasi subito, stavolta la mia parte era dopo un'ora abbondante. Perfetto per aumentare l'ansia a dismisura. Avrò provato la mia parte 45 volte.
Alla fine è arrivato il mio turno, e pare che sia andata bene. Dico "pare" perchè la mia famiglia non so fino a che punto possa essere oggettiva ^__^
Comunque è andato bene quasi tutto, a parte alcune vecchiette che non si ricordavano le battute. Ma il pubblico lo sa e non ci fa caso. La gente ha riso e applaudito, e alla fine eravamo esausti ma esaltati :)

E così è finita anche l'avventura Teatro. Sono veramente dispiaciuta di questo, ma non potevo davvero continuare abitando a 100 km di distanza. Forse troverò qualcosa qui, vedremo.
Intanto ho deciso che mi iscrivo a un corso di tedesco! E' un po' che ci penso, e l'altra sera ho trovato una locandina che pubblicizzava vari corsi, tra cui appunto quello di tedesco. Spero di essere in tempo, perchè inizia ad ottobre.
Se inizierete a leggermi in tedesco, saprete che ci sono riuscita :D
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Ci siamo stufati!
Ta-daaaaaaaa!

La stufa

Dopo un mese passato a comprare pezzi di tubo, sentire per il muratore che doveva metterci il rosone sul muro, informarci su internet e tra i conoscenti per capire le dimensioni del tubo, il percorso da fargli fare, e poi a capire quanta legna ci servirà, alla fine ce l'abbiamo fatta!
Giovedì abbiamo acceso la stufetta per la prima volta, e abbiamo anche provato a fare i panigacci, gnamme!
Con la stufa è tutta un'altra cosa: il calore che sprigiona non ha niente a che fare con quello a cui siamo abituati in città con i termosifoni. E' un calore buono, profumato, accogliente, avvolgente. Una volta che lo provi non puoi più tornare indietro!
Ora direi che siamo definitivamente montanari
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Latte, uova, burro e formaggio...
... ricchi di natura! Era lo slogan di una pubblicità degli anni '80.

Ecco.

Il latte è quello che andiamo a comprare dalla muccarola a pochi km da qui. Lo prendiamo quando è ancora caldo di mungitura. Poi lo pastorizziamo - o perlomeno ci proviamo, visto che non abbiamo il termometro -  e poi quando è freddo lo mettiamo in frigo. E' buonissimissimo! SLURP! E quanta pannona che fa!

Le uova sono quelle dei nostri vicini: hanno tante galline e ci regalano tante uova. Sono le vere uova di vere galline ruspanti: piccoline, sporche di cacca, con il guscio durissimo. Le sto usando per fare dolci e biscotti ^__^

Il burro è quello che sto imparando a fare. Non avendo a disposizione la panna del latte di cui sopra (ce ne vorrebbe troppa), ho comprato la panna da montare, e ho fatto un esperimento. Avevo letto su internet le istruzioni per fare il burro, e non avendo voglia di sbattere la panna a mano (ci vorrebbe un fiasco o ancora meglio la zangola), ho usato il normale frullatore. E' una figata: prima la panna si monta e diventa bella dura, poi impazzisce e si sgretola, infine inizia a produrre un liquido (il siero). Questo siero va tolto tutto, e per fare questo bisogna sciacquare più volte. Quello che rimane una volta tolto tutto il siero è burro, autentico burro!
Ha l'aspetto del burro tenuto a temperatura ambiente per un bel po', ma basta metterlo in uno stampino e tenerlo in frigo per qualche ora, et voilà!, un bellissimo panetto di burro fresco fresco ^__^
Ora, non è che abbia molto senso fare il burro dalla panna comprata, ma siamo ancora agli inizi, e qualcosa ci inventeremo

Il formaggio è quello di capra che i miei vicini fanno spesso nel piccolo caseificio che hanno allestito sotto casa. Loro hanno un grosso allevamento di capre, e oltre a vendere il latte, stanno imparando a fare il formaggio e la ricotta.
E io potevo starmene con le mani in mano? Ovviamente no! E così mi sono lanciata purìo in questa impresa ^__^
Fare il formaggio è un'esperienza quasi mistica: si fa scaldare il latte a circa 30°, poi si aggiunge il caglio (che è un liquido che sembra pipì), si lascia agire e quando il latte assume un aspetto budinoso, si raccoglie nelle apposite forme bucherellate. E lì viene il bello: con le mani si deve schiacciare questo budino caldo per fare uscire tutto il siero, si schiaccia a lungo, ogni tanto si rigira, e si rischiaccia. Alla fine si ottiene una bella forma di formaggio, che si farà stagionare.
Il siero non si butta via, ma si raccoglie tutto in un recipiente, che si farà scaldare nuovamente (con il sale), finchè non affiora in superficie la ricotta.
Ragazzi, se non avete mai mangiato la ricotta appena fatta, ancora calda, non sapete che bontà vi perdete!

Come mi piace questa nuova vita ^___^
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Di nuovo online
Per giorni non sono riuscita a collegarmi a splinder. Stavolta non era colpa di splinder bensì di Paolo, che ha messo in piedi tutto un mega ambaradan per avere tutti i pc collegati, e che però non faceva visualizzare alcuni siti.
E così non solo non potevo raccontare la mia nuova vita montana, ma neanche leggere i post altrui.
Da stamattina la situazione è di nuovo sotto controllo: per prima cosa mi sono rimessa in pari con gli altri blog, e ora posso mettermi a resocontare (si schiocca le dita con aria sadica)
Arrivoooooooo!
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Qualche fotina :)
Benvenuti!

Questo bellizzimo folletto me l'ha regalato la mia amica quasitedesca

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"Questo nuovo posto non è affatto male"

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Scorso del paesaggio

La strada verso casa

La strada verso casa

Primo piano di fiorellini

Fiorelliniiiii

Le caprette

Beeeee!

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Il mio primo fungo... sarà commestibile?

La Puffa si sta ambientando

E anche la Puffa ha deciso che questa casa è di suo gradimento
In diretta dai monti

Eccoci qua, finalmente! In realtà siamo online da sabato, ma non ho avuto tempo di sbloggare il trasloco e questa prima settimana.

Qui è bellissimo e tranquillissimo, la casa è bellissima anche lei e luminosissima, i vicini gentilissimi e simpaticissimi.

Ma andiamo con ordine.

 

Il giorno del trasloco – venerdì

 

Ci siamo lasciati che io stavo annegando tra gli scatoloni mentre Paolo stava andando a prendere il furgone. Poi è tornato, io sono andata a comprare focacce e affettati, e quando sono tornata c’era già suo fratello e stavano già riempiendo il furgone.

Sono seguite circa 5 ore di riempimento; il clou è stato quando abbiamo dovuto infilare nel furgone il divano, la rete del lettone e il materasso. Sembrava di assistere a una gigantesca partita di tetris ^__^

Verso le 16 loro sono partiti, mentre io ho iniziato a caricare la macchina, prevalentemente con le cose dei mici. Alla fine ho caricato anche i mici, e sono partita alla volta di Borgotaro. Per tutto il viaggio i miei patati mi hanno allietato con i loro miagolii del tipo “Aita, ci stanno portando al macello, mauuuuuuuuuuuuu!”; la Zigu mi ha anche regalato pipì e cacca (che pur avendole fatte nel trasportino, si sente l’odore a distanza di una settimana)

Arrivati sù, li ho chiusi nella loro cameretta, e ho aiutato a portare dentro roba.

Una volta finito con gli scatoloni, i ragazzi hanno montato la camera, mentre io sono andata in paese a prendere delle pizze.

Alle dieci di sera abbiamo dichiarato ufficialmente chiuso il trasloco, e ci siamo messi a mangiare. Abbiamo liberato i mici e li abbiamo lasciati ad esplorare la casa.

 

I primi giorni nella casetta

 

Il primo week end l’abbiamo passato a sistemare, montare, svuotare e fare acquisti.

Poi lunedì Paolo è andato a Carrara in ufficio, quindi il lunedì sera si è fermato a dormire dai suoi a Spezia, per tornare a Carrara martedì, e infine tornare qua la sera. Nel frattempo io ho continuato a mettere a posto.

Gli altri giorni invece li abbiamo passati a finire di sistemare la casa, a lavoricchiare (Paolo), a prendere il sole sul terrazzino (io ^__^), a visitare i dintorni e a socializzare.

Stamattina abbiamo messo a posto la sala, e con questo abbiamo finito.

 

I mici

 

Loro meritano un discorso a parte: dire che sono stati bravi è altamente riduttivo. Hanno subito capito che la camera degli ospiti è la loro (infatti l’abbiamo ribattezzata la camera dei gatti) e si sono da subito adattati a usare la lettiera (prima facevano tutto fuori).

Alla faccia di chi sostiene che i gatti si affezionano alla casa (e noi siamo al quarto trasloco con loro), si sono ambientati subito. Quicky ogni tanto piange perché non ci vede, allora lo chiamo, lo coccolo un po’ e si tranquillizza. Per il resto sembra che abbiano sempre vissuto qui: adorano le scale (la casa è su tre piani), ci corrono, ci giocano (la Zigu, che è sempre stata l’intelligente del gruppo, porta il suo topino preferito in cima in cima, e poi lo fa rotolare giù e lo insegue, e in questo modo gioca per delle ore).

Dopo qualche giorno li ho fatti uscire, prima sotto la mia attenta supervisione, ora li lascio andare da soli. Tanto stanno nei paraggi, e cmq ho notato con sollievo che preferiscono stare in casa, o al massimo sui terrazzini.

 

Considerazioni sparse

 

Gli abitanti del luogo sono di una gentilezza e di una simpatia uniche. In più sono molto socievoli e soprattutto si fidano anche degli estranei. Esattamente il contrario degli spezzini ^__^


Vivere in una casa su tre piani ti costringe a non dimenticare niente e a ottimizzare (del tipo, devi scendere in cucina a prendere una cosa, allora già che ci sei passi dal bagno per prendere la talaltra cosa e portarla giù). Nonostante ciò, riesci a fare su e giù mille volte in un giorno. E si dimagrisce!


Svegliarsi la mattina perché non hai più sonno, e non perché i vicini urlano e bestemmiano, non ha prezzo.


Come non ha prezzo alzarsi la mattina, affacciarsi alla finestra e vedere prati e colline e montagne.


Ho capito perché dicono che i liguri sono tirchi.

 

Mi sembra giusto
Son tre giorni che mi sveglio alle 6 e poi non riesco più a dormire.
Mi rigiro nel letto in preda a pensieri su come sarà la nuova vita nella nuova casa, e alla fine crollo quando è quasi ora di alzarsi.

E oggi, che Paolo doveva alzarsi alle 6 per essere a Borgotaro alle 8 a prendere il furgone... tutti e due secchi come baccalà finchè non ci ha svegliati la vicina che tirava sù le tapparelle, cioè le 7.30. Un classico!

Cmq per la cronaca sto scrivendo col portatile in bilico sul tavolo pieno di scatole.
Il pavimento è pieno di scatole che anche i mici sono costretti a fare lo slalom.
Ma soprattutto... questo è l'ultimo messaggio che scrivo dalla casa vecchia! ^____^

Pensateci, perchè oggi ci sarà da farsi il vero, autentico, culo quadrato.  Ohi ohi.
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Conto alla rovescia
E' ufficiale: venerdì traslochiamo.
La scorsa settimana siamo andati sù due volte. La prima sono venuti anche i genitori di Paolo, sua sorella e il bimbo di lei.
Come siamo arrivati, ci ha accolto un meraviglioso temporalone estivo, che si è poi placato nel giro di un paio d'ore.
Siamo stati efficientissimi: mentre mia suocera ha pulito tutta la cucina, io e mia cognata abbiamo pulito (svariate volte) il pavimento, il bagno, le porte e le finestre. Intanto Paolo e il bimbo hanno preso le misure delle varie stanze per decidere come sistemare i mobili (più che altro fino alla fine abbiamo avuto il dubbio che l'armadio non entrasse in camera, ahem...)
Poi è rispuntato il sole, così il mio nipotino è uscito a giocare e a socializzare con i figli dei vicini, cosa che per lui (la socializzazione) è solitamente molto difficile. Invece si è divertito molto, e alla fine non voleva più venire via :)

La seconda volta siamo andati sù noi due.
Come siamo arrivati, ci ha accolto un meraviglioso temporalone estivo, che si è poi placato nel giro di un paio d'ore (ho come un senso di deja vu ^__^)
Mentre Paolo (ri)prendeva le misure e faceva il check up dei vari elettrodomestici, io ho riempito le mensole e i bussolotti della cucina di piatti, bicchieri e ciotole varie. Così ho recuperato un po' di scatoloni, che oggi ri-riempirò.
Poi siamo passati dall' (unico) autonoleggio della zona, e abbiamo prenotato il furgone per venerdì.

Restava il problema connessione a internet: il contratto l'abbiamo firmato più di due settimane fa, ma i gestori ci avevano detto che poi sarebbe tutto dipeso dalla disponibilità dell'installatore (la nostra non è una normale adsl, ma una connessione via radio)
E quindi rischiavamo di rimanere adsl smuniti per un periodo indefinito.
E invece... ieri l'installatore ha chiamato Paolo, e viene venerdì!
Così siamo online dal primo giorno ^____^

Oh, per ora ci sta andando tutto di culo, ma non diciamolo troppo forte!
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Permalink - cose di famiglia
Capita anche questo
Suona il campanello.

Omino: Sono della folletto
Stefy: No grazie, non ci interessa, e comunque stiamo traslocando (gli mostra la sala piena di scatoloni)
O: Ah davvero? Ma la casa è vostra?
S: No, siamo in affitto.
O: E sa se l'ha già riaffittata?
S: No (che è, sta già pensando di tornare con i futuri inquilini?)
O: E mi può dare il numero del padrone di casa?
S: No, non mi sembra il caso (vuole vendere il folletto al proprietario?!)
O: No, perchè sa, sto cercando casa in zona, e questa mi potrebbe interessare (aaaaah, ecco!)
S: Ah ok, per questa vogliono tot euro (*e descrive brevemente la casa*)
O: Si si, andrebbe benissimo. Altre spese?
S: No, giusto la bolletta dell'Enel per le scale e poi ognuno a turno pulisce le scale ogni due mesi e mezzo.
O: Perfetto!

(*si consulta con Paolo, infine si decide a dare all'omino il numero del padrone di casa*)

O: Grazie, allora ve lo lascio il mio biglietto da visita?
S: Mah, non so, tanto cambiamo proprio regione
O: Ah, e dove andate?
S: A Borgotaro
O: Ah, bello! Allora ok, niente.
S: Visto? Voleva darmi il folletto e invece le ho dato una casa!
O: Eh si (ridacchia) Ok, arrivederci
S: Ciao ciao


 
Le prime conoscenze nella casetta
Riprovo a scrivere il post che splinder si è gentilmente fumato.

Ieri siamo andati alla casetta a portare un po' di roba.
La nostra futura vicina di casa (vista una volta sola) ci ha fatto una calorosissima accoglienza, ci ha dato le chiavi (da parte del padrone di casa), ci ha detto che per qualsiasi necessità possiamo contare su di lei. Poi abbiamo fatto quattro chiacchiere, con i suoi bimbi (6 e 12 anni) che ci seguivano e si infilavano nei discorsi.
Poi ci hanno lasciati soli a trafficare,
Dopo qualche minuto è tornato il piccolino, con in mano un lungo vaso di vimini, con dentro una composizione di fiori finti, molto bella.
Tutto serio, mi dice: Questo te lo regalo io.
Ma grazieeeee! Che bello! Posso darti un bacino?
Si,
risponde lui, porgendomi la guanciotta.
Lo bacio e se ne rivà.
In preda allo scioglimento totale, abbraccio Paolo e gli dico Ma dove siamo capitati?

Cmq per la cronaca ci siamo fatti un discreto culo: ci è venuta la brillante idea di dare una pulita, e così, dopo essere andati a comprare detersivi e panni vari, abbiamo pulito i pavimenti, il bagno e la cucina.
Al rientro eravamo a pezzi, ma anche taaaaanto felici! Finalmente stiamo iniziando a sentire nostra quella bellissima casetta immersa nel verde ^__^
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