lunedì, 30 ottobre 2006, ore 09:49
Ieri siamo andati alla fiera dell'edilizia, a Bologna.
Per la casetta, ovviamente: tra i vari padiglioni, c'era quello delle case prefabbricate.
Mia cognata ci aveva avvertito:
Mi raccomando partite prestissimo perchè troverete cosa.
Paolo aveva promesso:
Partiamo alle 6.
Sabato siamo andati a comprare tutto l'occorrente per il pranzo al sacco, belli entusiasti e risoluti.
Sabato sera gli dico:
Allora a che ora partiamo domani?
Alle 8?
Sarà un po' tardi alle 8 eh!
Mh. Alle 7.30. Così alle 9 siamo là.
Vabbè, faccio tutti i miei soliti conti a ritroso, e decido che mi alzerò alle 6, e Paolo alle 6.30.
Per farla breve, siamo partiti di casa alle 8.30. E io mi sono alzata alle 6, e Paolo alle 6.30. Solo che non faccio mai i conti col fatto che lui deve stare tre quarti d'ora davanti alla tv, a centellinarsi con calma i suoi biscotti nel latte.
Vabbè. Partiamo. Io continuavo a gufare:
troveremo coda, arriveremo alle 11 se va bene.
Invece no. La coda era quasi finita (se l'erano ciucciata tutti quelli che avevano optato per la partenza all'alba, BUAHAHAHAH!)
Però i parcheggi erano pieni, ovviamente. Ma col culo che ormai ci contraddistingue da quando è iniziata l'avventura della casetta (io li chiamo segni del destino), abbiamo trovato subito parcheggio (alla modica cifra di 10 euri, ma vabbè)
Ci rechiamo quindi alla biglietteria (15 euri a testa, sigh), senonchè la bigliettara ci dice:
ci sono rimasti due biglietti omaggio di due signori che non li hanno voluti, li volete?
Belin!, ho pensato, e forse mi è anche sfuggito.
E così siamo entrati gratis. Io continuavo a guardarmi intorno alla ricerca delle telecamere nascoste, perchè mi sembrava tanto di essere a
The Truman Show.
Cominciamo a guardare la concorrenza. Non so se l'avevo detto, ma avevamo già quasi scelto la società per la casa, la
Libella. Ma Paolo voleva prima vedere le altre, per accertarsi che fosse la scelta migliore.
In effetti confesso che sono andata alla fiera con un po' di timore, perchè io mi ero già innamorata della Libella. Che tra l'altro era presente alla fiera, e noi lo sapevamo già; infatti Paolo non voleva farsi vedere dall'agente, perchè martedì scorso era venuto a casa nostra per parlare degli ultimi sviluppi (la bifamiliare con i genitori di Paolo) e puntava a farci firmare il contratto.
Quindi parliamo con altri 3 espositori, quelli che ci ispiravano di più (in tutto saranno stati una cinquantina), e ci rendiamo conto che effettivamente la Libella è la migliore.
Così andiamo dal nostro agente, e finalmente decidiamo di firmare questa settimana.
Contenti e soddisfatti ce ne torniamo a casa. Chiamo subito i miei suoceri, gli racconto tutto, e quindi niente, SI PARTE!!!!
Ora aspettiamo che la Libella ci mandi 2-3 progetti per la scala esterna e il terrazzo di sopra, e a quel punto niente e nessuno ci fermerà! ^__^
E stamattina sentivo i soliti vicini che urlavano e bestemmiavano alle 7, e pensavo
Fate pure, puzzoni, presto non vi sentirò più! 
sabato, 28 ottobre 2006, ore 11:19
Ieri ho scoperto
questo blog, tramite un link di
quest'altro blog, che adoro letteralmente.
Ebbene, in 10 minuti di lettura mi sono scompisciata dalle risate, cioè, non riuscivo a smettere. Avete presente quelle risate un po' stridule e un po' senza fiato, con occhi strizzati e lacrime?
Mioddio, se ci ripenso!
Il post che mi ha dato il colpo di grazia è stato quello sulle frasi palindrome.
Ieri sera eravamo invitati a cena da una coppia di amici. Mentre eravamo in macchina, mi è venuta in mente la frase palindroma che avevo letto, e attacco a ridere.
P:
perchè ridi?
S:
per una frase palindroma che ho letto stasera in un blog
P:
che frase?
S:
O mordo uhuhuh ahahaha (crisi di riso)
P:
O mordo?
S:
Petta eh, ora la dico (respiro)
S:
O mordo uahahahahah!
P:
daiiiiiii!! (e comincia a ridere anche lui)
S: (respirone profondo, prende un fazzoletto, si asciuga le lacrime)
O mordo tua nuahahahuhuhhuiihhihi
P:
Ahahahahah!! O mordo?!
S: (tra le convulsioni)
O mordo tua nuorauhuhuhuhuhu!
P: (ridendo anche lui a crepapelle)
O mordo tua nuora...?
S: (ormai paonazza)
O ARO UN AUTODROMO! buahhahah uhuhuuhuhu ihihihihi! (secca)
P: (ridendo come un caimano)
O mordo tua nuora o aro un autodromo?!?!
S:
Sihihihhihihi!
Fantastico. Ringrazio pubblicamente l'autrice del post, che ci ha fatto ridere per un intero quarto d'ora ^__^
venerdì, 27 ottobre 2006, ore 16:40
Oggi sono stata brava, ho lavorato, e così voglio inaugurare una nuova categoria: "il mio pollice verde".
Sapete, il mio pollice una volta era neeeeero nero nero nero!
Ma così nero che una volta ho provato a coltivare il rosmarino (che è noto per la sua capacità di adattarsi agli ambienti più ostili), e mi è morto!
Da quel giorno ho rinunciato, delusa, ad avere in casa qualsiasi forma di vita verde con radici e foglie.
Ma parliamo di 5 anni orsono.
Poi un giorno, all'uscita di un supermercato a Udine, mi hanno regalato una bellissima piantina di
spathiphyllum. Negli anni a venire l'ho sempre trascurata, mi ricordavo di darle l'acqua solo quando le fogliette si afflosciavano.
Poi siamo venuti qui. Qui abbiamo un giardinino di 24mq. C'erano già delle
schifossime piante di rosa canina, che necessitavano di essere potate. Poi abbiamo seminato il pratino, io ho provato (senza successo) a piantare alcune primuline.
Quest'estate, in seguito ai butta-day (giornate passate a buttare via la roba inutile o quasi dalla cameretta, dopo che il nostro simpaticissimo padrone di casa ci ha annunciato dopo
due anni che non ci avrebbe dato la cantina), abbiamo deciso di abbellire la casetta con delle belle piante.
Così abbiamo acquistato: un
pothos, una
kalanchoe e un
ficus.
Gli accordi erano che alla kalanchoe e al ficus ci avrebbe pensato Paolo, mentre io mi sarei presa cura del pothos.
Ebbene, la kalanchoe è seccata miseramente. Onde evitare la stessa fine al ficus, ho deciso che me ne sarei occupata io. Acqua regolare, concime ogni tanto, sole...
Morale: la kalanchoe è rifiorita, il ficus sta facendo le foglioline nuove, e il pothos sta crescendo a vista d'occhio

Quanto allo spathiphyllum, i giorni della siccità sono solo un brutto ricordo. Quest'estate mi ha omaggiato di due bellizzimi fiori!
Non solo! Ho osato comprare una piantina di basilico. L'avevo fatto anche l'anno scorso, ma era durata molto poco. Ebbene, siamo quasi a novembre, e regge ancora!!
Ah sisi, dimenticavo!! Le
fragole!! L'anno scorso mi erano morte; quelle di quest'anno, non solo mi hanno fatto tante fragole profumatissime e dolcissime, ma si stanno propagandando allegramente!!
Ed ecco a voi i risultati del mio duro lavoro




venerdì, 27 ottobre 2006, ore 14:24
Sono maldestra, e questo è un dato di fatto.
Per lo più mi limito a farmi male da sola: bruciature, colpi, roba che mi cade dalle mani...
Qualche volta ho dato il meglio di me.
L'accendino che voleva giocare a nascondino.
Si era a Genova. Quando ancora campavamo a pizze surgelate e cibi precotti (mica come ora che lavoro da casa, e posso permettermi prelibatezze da leccarsi le dita!)

Quella sera ho infornato una pizza, appunto, e mi sono messa a fare dell'altro nell'attesa che fosse pronta.
A un certo punto, uno scoppio. Uno scoppio proveniente dal forno. Io che ero nei paraggi, mi paralizzo. Paolo che era in sala, mi urla:
che succede? Io muta.
Stai bene? STAI BENE?! E corre a vedere.
Insomma che ci facciamo coraggio e apriamo il forno. Dentro ci troviamo l'accendino carbonizzato. Ora, come cacchio ci era finito nel forno? L'unica risposta possibile era che, prendendo la pizza con la spatola da sotto, avessi raccolto anche l'accendino! Questa più che maldestria è stata sfiga, però.
Magari ci è andata anche di culo, però.
La padella infuocata.
Questa è successa l'estate appena passata. Domenica. Paolo mi fa:
fai due patatine fritte?
Metto sul fuoco la padella con l'olio, e continuo a fare le cose mie. A un certo punto mi giro, e vedo la padella completamente avvolta dalle fiamme!
Comincio a gridare
Paolo Paolo Paolo! Corri corri corri!
Mi fa prendere la padella per il manico (ora che ci penso, non poteva prenderla lui?!), e fa spazio fuori sul marciapiede del giardino.
Non so come ho fatto a non farla cadere per terra e resistere, ma ci sono riuscita. L'ho posata piano piano sul marciapiede, e Paolo è riuscito a spengere il fuoco.
Buttata via la padella sbruciacchiata, presa un'altra padella, rimesso l'olio, e stavolta siamo riusciti a papparci le nostre patatine, tiè!
Le due che seguono, invece, sono più normali, ma sono cmq indicative dello stato mentale della protagonista (io)
Il piatto.
Facciamo la pizza (leggi: Paolo fa la pizza)
Al momento di servirla, Paolo mi fa
porta i piatti!
Prendo i piatti, mi avvicino a Paolo, e nella foga me ne cade uno.
(trattavasi di stupendi piatti quadrati presi con i punti del supermercato
* )
Guardo Paolo:
Ops...
Mi fa
Mi raccomando stai ferma eh, che c'è pieno di cocci.
Sisi (tra l'altro ero scalza)
In quel preciso istante passa la Zigulì.
No, Zigu, non venire che ci sono i cocci! E nel dirlo inizio a zampettare allegramente per mandare via la gatta.
Fatta niente (altra botta di culo)
La bottiglia.
Sempre a Genova.
Non so come, passando con grazia accanto a uno scaffale, ho fatto cadere una pregiata bottiglia di vino regalataci dal suocero per le occasioni importanti.
Panico totale. Il primo pensiero è stato
Paolo non lo deve sapere.
E così, togli i cocci, passa lo straccio, passa la scopa, pulisci, asciuga, lava per terra, rilava per terra, puzza di vino ovunque. Insomma, alla fine sono riuscita: via l'odore, via ogni traccia. Paolo non l'avrebbe scoperto mai, BUAHAHAHA!!
(passano le ore)
Ciao bimba!
Oh, sapessi, ho fatto cadere la bottiglia di vino di tuo papà!!
Ehm...
* Che poi adoro i piatti quadrati; non vedo l'ora che mi si rompano tutti quelli tondi che abbiamo, per rimpiazzarli. E' pur vero che finchè tengo quelli tondi riposti nella credenza, e quelli quadrati li uso tutti i santi giorni, le probabilità di rompere i primi, sono appena appena basse...
venerdì, 27 ottobre 2006, ore 11:05
Mi porto il piccì in giardino e
cazzeggio lavoro al sole!
mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 18:52
Mi sa che ho fatto male i conti, e ho infornato le cosce di pollo con le patate troppo presto

Saran pronte alle sette... e Paolo prima delle otto non è a casa... e la Puffa sta annusando in direzione del forno con la bavetta alla bocca... e io c'ho fame...
Quesito: quante coscette rimarranno a Paolo stasera?
mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 14:14
Non è una novità, ma di sicuro in molti non la conoscono.
Trattasi di tecnica giapponese per piegare le magliette in due secondi.
C'ho messo un po' a impararla, ma una volta capito il meccanismo, non l'ho più abbandonata (più di due anni fa)
Qui c'è anche il sito:
fold-your-shirt.com/
mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 12:09
Ho imparato a usare gli RSS! Peccato che alcuni bloggers li abbiano disabilitati

Per istruzioni su come abilitarli, vedere qui
http://manuale.splinder.com/tag/feed_rss
mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 11:17
Sono entrata nel tunnel del blog

Non riesco a lavorare per 10 minuti di seguito: devo interrompere e andare a vedere se i miei blog preferiti sono stati aggiornati. E' una droga!
Cos'è? Desiderio di farmi i cazzi altrui? Compensazione per il fatto che sono quasi tutto il giorno da sola?
Non-voglia di lavorare?
Mioddio. Che sarà di me?
Postato da pollon74 -
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martedì, 24 ottobre 2006, ore 18:31
Che sta suonando la figlia dei vicini