Capita anche questo
Suona il campanello.

Omino: Sono della folletto
Stefy: No grazie, non ci interessa, e comunque stiamo traslocando (gli mostra la sala piena di scatoloni)
O: Ah davvero? Ma la casa è vostra?
S: No, siamo in affitto.
O: E sa se l'ha già riaffittata?
S: No (che è, sta già pensando di tornare con i futuri inquilini?)
O: E mi può dare il numero del padrone di casa?
S: No, non mi sembra il caso (vuole vendere il folletto al proprietario?!)
O: No, perchè sa, sto cercando casa in zona, e questa mi potrebbe interessare (aaaaah, ecco!)
S: Ah ok, per questa vogliono tot euro (*e descrive brevemente la casa*)
O: Si si, andrebbe benissimo. Altre spese?
S: No, giusto la bolletta dell'Enel per le scale e poi ognuno a turno pulisce le scale ogni due mesi e mezzo.
O: Perfetto!

(*si consulta con Paolo, infine si decide a dare all'omino il numero del padrone di casa*)

O: Grazie, allora ve lo lascio il mio biglietto da visita?
S: Mah, non so, tanto cambiamo proprio regione
O: Ah, e dove andate?
S: A Borgotaro
O: Ah, bello! Allora ok, niente.
S: Visto? Voleva darmi il folletto e invece le ho dato una casa!
O: Eh si (ridacchia) Ok, arrivederci
S: Ciao ciao


 
Le prime conoscenze nella casetta
Riprovo a scrivere il post che splinder si è gentilmente fumato.

Ieri siamo andati alla casetta a portare un po' di roba.
La nostra futura vicina di casa (vista una volta sola) ci ha fatto una calorosissima accoglienza, ci ha dato le chiavi (da parte del padrone di casa), ci ha detto che per qualsiasi necessità possiamo contare su di lei. Poi abbiamo fatto quattro chiacchiere, con i suoi bimbi (6 e 12 anni) che ci seguivano e si infilavano nei discorsi.
Poi ci hanno lasciati soli a trafficare,
Dopo qualche minuto è tornato il piccolino, con in mano un lungo vaso di vimini, con dentro una composizione di fiori finti, molto bella.
Tutto serio, mi dice: Questo te lo regalo io.
Ma grazieeeee! Che bello! Posso darti un bacino?
Si,
risponde lui, porgendomi la guanciotta.
Lo bacio e se ne rivà.
In preda allo scioglimento totale, abbraccio Paolo e gli dico Ma dove siamo capitati?

Cmq per la cronaca ci siamo fatti un discreto culo: ci è venuta la brillante idea di dare una pulita, e così, dopo essere andati a comprare detersivi e panni vari, abbiamo pulito i pavimenti, il bagno e la cucina.
Al rientro eravamo a pezzi, ma anche taaaaanto felici! Finalmente stiamo iniziando a sentire nostra quella bellissima casetta immersa nel verde ^__^
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Come mi giranoooooooo
Avevo scritto un altro post, prima di questo, e splinder se l'è fumato! Grrrrr
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E poi si torna alla realtà
Tornati a casa con la schiena a pezzi, ci rilassiamo ai rispettivi piccì.
Suona la vicina, una tipa con un quoziente intellettivo che definire basso è un complimento.

Riporto il dialogo, che merita davvero.

V: Mi si è spento il computer (portatile, nda)
P: Accendilo
V: Non so come si fa
P: Magari è scarico, era attaccato il cavo?
V: ...
P: Portamelo, vah. E porta anche l'alimentatore
V: ...
P: ...
V: Il filo?
P: Ssssì, il filo, il filo.

(va e torna con il portatile)

P: Ecco, vedi? Quando lampeggia vuol dire che è scarico. Ora lo attacco alla corrente e parte. Visto?
V: Ah
S: E' come il cellulare, quando si scarica si spenge e va ricaricato.
V: ... (sorriso ebete)
V: (cambiando discorso) Avete portato via tutto?
S: (indicando i mobili e tutto il resto) No, non vedi che c'è tutto?
V: Quando andate via? (me lo avrà chiesto solo 45 volte nell'ultimo mese)
S: La prossima settimana
V: Avete portato via tutto?
P: Si, non vedi che non c'è più niente?

A questa frase io esplodo a ridere, ma contemporaneamente mi giro dall'altra parte per non farmi vedere, e per camuffare mi metto a parlare con la Puffa.

Intanto la conversazione surreale continua:

V: Ah, e avete portato via anche il letto?
P: (serissimo) Certo, tutto
V: E dove dormite?
P: Per terra

(altra esplosione di risa)

V: Per terraaaa?!
P: No, no. Abbiamo i sacchi a pelo

(sto per soffocare nelle mie risate)

V: (visibilmente sollevata) Ah ecco
V: E quando partite? (wow)
P: Eh, la settimana prossima
V: Ma me lo dite, vero? Mi venite a salutare? Poi vi vengo a trovare
S: Si, certo (contaci, che ti dò l'indirizzo)
V: Mi dispiace...

E improvvisamente scoppia a piangere

Ora uno potrebbe dire, poverina, si è affezionata.
Però, è vero che siamo in quella casa da 5 anni, ma con sta tipa ci avrò parlato 20 volte in tutto, e si può immaginare il genere di discorsi che si riesce a farci...

Insomma, dicevo, scoppia a piangere.

S: Ma dai, sù, mica andiamo a morire! Andiamo a stare bene!
V: Eh ma a me dispiace (sigh), io mi affeziono (sob), voi siete contenti che non vi rompiamo più i coglioni (la prima cosa intelligente che le sento dire da quando la conosco)

Insomma alla fine ringrazia e se ne va. A quel punto esplodiamo a ridere. Paolo è stato un mito, a prenderla per il culo così apertamente, serissimo, e lei non se ne è neanche accorta!

Ci mancherà.

Ma anche no
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Permalink - cose di famiglia
67/104
Sono i valori della mia pressione. Sono un'ameba molliccia e appiccicosa, che vaga tra la sdraio in giardino e il rubinetto, in cerca di un po' di refrigerio.
E si, lo so che con la pressione bassa non si deve stare al sole. Ma quella sdraio è così invitante e comoda, e soprattutto senza gatti sopra (perchè loro sono più furbi di me e sono all'ombra di qualche cespuglio).
Almeno se svengo sono già sdraiata ^__^
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Lo spettacolo di fine corso
E sabato è arrivato il gran giorno, dopo 8 mesi di corso, di cui 5 passati a preparare lo spettacolo.
Nell'ultimo mese noi ragazze ci siamo viste anche un'ora prima del corso, per poter preparare insieme il Canario della seduzione, una specie di balletto che in teoria doveva definirsi sensuale, ma che in realtà era alquanto ridicolo ^__^
Insomma dai, ci siamo impegnati (quasi tutti)

La settimana scorsa non è stata bella: avevo (e ho tuttora) una grossa preoccupazione familiare, e non sono riuscita a godermi quell'ansia positiva che precede uno spettacolo.
Sabato mattina poi ho dovuto tenere la piccola Giulia, così ero in piedi dalle 6.30 (YAWN!)
Una volta tornata a casa, per cercare di darmi una calmata, ho letto un libro in giardino, poi mi sono fatta la doccia e mi sono preparata per andare nella sala dove avremmo fatto lo spettacolo.
Là abbiamo aiutato a preparare la scenografia, e poi abbiamo fatto la prova generale.
Ecco, dire che ha fatto schifo è un eufemismo. Ne avessimo fatta una giusta! Abbiamo cannato le entrate e le uscite, ci sono stati buchi nelle battute, abbiamo fatto errori che neanche a gennaio facevamo. Una tragedia! Il nostro maestro/regista era in preda allo sconforto totale, noi mortificati e con l'ansia a mille.
La prova l'abbiamo finita tardissimo rispetto alle previsioni: alle 19.30, e lo spettacolo era alle 21.
Poi è successa una cosa: io avevo preparato un cd con una canzone (Pugni chiusi) che dovevamo fare ascoltare in onore di Demetrio Stratos (non c'entrava niente con lo spettacolo), e per non masterizzare un cd per una sola canzone, lo avevo riempito con altre canzoni, tra cui una degli ABBA.
Qualcuno ha attaccato quel cd, e qualcuno dei ragazzi si è messo a ballare. Presto la sala si è riempita con il resto dei ragazzi, e si è scatenato il mondo: ballavamo, cantavamo, facevamo il Canario a ritmo rock.
E' stato fantastico!
Alle 20.30 qualcuno ci ha riportati alla realtà, così siamo andati a cambiarci di corsa. Ma ormai era andata: l'ansia e le preoccupazioni erano sparite come per magia, lasciando spazio all'euforia e all'adrenalina.
Sarà stato quello, sarà stato che dicono che quando la prova generale fa schifo, poi lo spettacolo viene bene, sarà stato culo. Fatto sta che lo spettacolo è stato uno spettacolo nel vero senso della parola: la gente rideva, applaudiva, e ogni risata, ogni applauso, ci caricava ancora di più.
I circa 70 minuti di spettacolo sono volati, e al momento dei saluti e delle presentazioni, eravamo tutti frastornati e strafelici. Personalmente avrei potuto rifare tutto da capo, tanto ero carica.
A vedermi erano venute delle amiche, e poi Paolo, sua mamma, sua sorella e il bimbo di lei. Lui forse non si è divertito molto, ha 10 anni e tante cose non le ha capite, ma gli altri mi hanno fatto tantissimi complimenti (Paolo ha continuato a ripetere a lungo come siamo stati bravi, anche il giorno dopo, ghghgh!)
Poi ci siamo cambiati, abbiamo aiutato a smontare la scenografia, e infine siamo andati al locale di uno dei ragazzi, a mangiare qualcosa. Ed eravamo ancora così carichi, che dopo aver mangiato ci siamo rimessi a ballare sulle note di canzoni degli anni '80.
Sono rientrata alle 2 di notte, Paolo era già a casa che mi aspettava a letto. Ero stanchissima, ma non riuscivo a dormire, continuavo a parlare, a fare domande a Paolo, a raccontare tutto quello che avevo provato, come mi sentivo.
Mamma mia, com'è bello recitare! ^___^
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Permalink - teatro
Ovvietà
Esco di casa per andare al corso di teatro.

Vicina di casa: Ti sei stirata i capelli! Come stai bene!
Io (sfoggiando con orgoglio un sorriso a 64 denti): Eh si! Grazie!

Arrivo al corso, sono in anticipo. Le altre donnine arrivano dopo, una alla volta.

Donnina 1: Ti sei lisciata i capelli?
Io (sorridendo compiaciuta): Si
Donnina 1: Stai bene!
Io: Grazie!

Donnina 2: Ti sei lisciata i capelli? Non ti avevo riconosciuta!
Io (sorridendo ancora compiaciuta ma già mezza scazzata): Si

Donnina 3: Ti sei lisciata i capelli?
Io (sorridendo a denti stretti e scazzata): Si

Donnina 4: Ma ti sei lisciata i capelli?? Come sei carina!
Io (scazzata e basta): Mh

Donnina 5: Ti sei lisciata i capelli?
Io: ah SI

Alla sesta volevo rispondere: no, è che ho messo le dita nella presa e visto che ero già riccia mi ha fatto l'effetto opposto, pensa un po'

Stamattina poi mi sono vista con mia mamma.

Mamma (con faccia molto schifata nonchè delusa): No! Ti sei fatta liscia? E perchè?
Io: Così, per cambiare un po'!
Mamma: A me non mi piaci per niente, sei così bellina riccia!
Io: Ma senti, passa le dita tra i capelli, senti come passano bene senza incastrarsi.
Mamma: E per forza, quando li hai ricci non li pettini mai!
Io: Mamma, i ricci non si devono pettinare, altrimenti divento un leone!
Mamma: Ah no? Vabbè, a me liscia non mi piaci.

Meno male che c'è la mia mammina! ihihih
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Permalink - myself
Liscia (e altro)
Ieri sono andata da mia cognata parrucchiera, che in negozio mi vede giusto due volte l'anno, porella!
Via un bel po' di centimetri (che tanto fa caldo e li tengo sempre legati), e poi le ho chiesto di farmeli lisci.
Me li aveva già lisciati una volta circa tre anni fa, ma mi si erano bagnati per sbaglio e mi erano durati appena un giorno.
Ora sono qui con una chioma liscia liscia e lucida, e devo fare uno sforzo immane per non passare di continuo le dita tra i capelli ^__^
Passo un sacco di tempo allo specchio a fare la vampona, muovendo la testa per farli ondeggiare.
Tra l'altro il rosso dell'hennè si vede di più.
Paolo è estasiato dai miei nuovi capelli (come lo era stato l'altra volta): me li guarda, me li tocca, mi dice che sembro un'altra persona! Non che non mi piacciano (e non gli piacciano) i ricci. Un sacco di persone (tutte donne) mi fanno i complimenti perchè vorrebbero averli come i miei.
Ma ogni tanto è bello cambiare, e soprattutto è bello passarsi le dita tra i capelli senza rischiare di spezzarsele tra i rovi

Per il resto poche novità: sono nella fase apatica da caldo, passo il tempo in giardino a fare l'ameba al sole, mangio poco, lavoro poco poco, sto al pc il minimo indispensabile e comunque finchè le dita non si appiccicano ai tastini (uso molto il pc la sera, però: me lo porto a letto e mi guardo film o gioco o navigo).
Ho ordinato 4 libri fantasy: uno in italiano (La biblioteca dei morti), e tre in inglese (la trilogia His dark materials), e sto aspettando con ansia che arrivino.

Il conto alla rovescia del trasloco è quasi finito: dal 20 giugno si parte seriamente, e spero per i primi di luglio di essere nella casetta nuova. Tra l'altro ho già trovato un altro bimbo da tenere! E' un'amica dei miei amici dell'agriturismo, che ha saputo di me e mi ha chiesto se voglio  tenere suo figlio (9 mesi). Che figata, lascio una bimba qua e ne ho già trovato uno là ^__^
(Povera Giulia, mi mancherà tantissimo, ci siamo affezionate tanto a vicenda. Non le ho neanche destinato il giusto spazio su questo blog, è una bambina così adorabile...)

Il corso di teatro è quasi finito (e lì si che piango veramente, perchè l'unica cosa che mi dispiace di questo trasloco è che non potrò frequentare il secondo anno del corso). Sabato 13 abbiamo lo spettacolo finale: abbiamo solo altre due lezioni, siamo indietro con le prove, ma ce la possiamo fare! Tanto è uno spettacolo comico, quindi alla peggio rideranno per le nostre gaffes

Per ora è tutto: oggi forse riesco a combinare qualcosa, dal momento che fuori è nuvoloso, e l'aria è molto più respirabile. E se la Puffa si spostasse un po', magari potrei mettermi anch'io sulla sdraio fuori col portatile. Puffettaaaaaa! Vieni qui dalla mamma che ti do una cosina!