







Eccoci qua, finalmente! In realtà siamo online da sabato, ma non ho avuto tempo di sbloggare il trasloco e questa prima settimana.
Qui è bellissimo e tranquillissimo, la casa è bellissima anche lei e luminosissima, i vicini gentilissimi e simpaticissimi.
Ma andiamo con ordine.
Il giorno del trasloco – venerdì
Ci siamo lasciati che io stavo annegando tra gli scatoloni mentre Paolo stava andando a prendere il furgone. Poi è tornato, io sono andata a comprare focacce e affettati, e quando sono tornata c’era già suo fratello e stavano già riempiendo il furgone.
Sono seguite circa 5 ore di riempimento; il clou è stato quando abbiamo dovuto infilare nel furgone il divano, la rete del lettone e il materasso. Sembrava di assistere a una gigantesca partita di tetris ^__^
Verso le 16 loro sono partiti, mentre io ho iniziato a caricare la macchina, prevalentemente con le cose dei mici. Alla fine ho caricato anche i mici, e sono partita alla volta di Borgotaro. Per tutto il viaggio i miei patati mi hanno allietato con i loro miagolii del tipo “Aita, ci stanno portando al macello, mauuuuuuuuuuuuu!”; la Zigu mi ha anche regalato pipì e cacca (che pur avendole fatte nel trasportino, si sente l’odore a distanza di una settimana)
Arrivati sù, li ho chiusi nella loro cameretta, e ho aiutato a portare dentro roba.
Una volta finito con gli scatoloni, i ragazzi hanno montato la camera, mentre io sono andata in paese a prendere delle pizze.
Alle dieci di sera abbiamo dichiarato ufficialmente chiuso il trasloco, e ci siamo messi a mangiare. Abbiamo liberato i mici e li abbiamo lasciati ad esplorare la casa.
I primi giorni nella casetta
Il primo week end l’abbiamo passato a sistemare, montare, svuotare e fare acquisti.
Poi lunedì Paolo è andato a Carrara in ufficio, quindi il lunedì sera si è fermato a dormire dai suoi a Spezia, per tornare a Carrara martedì, e infine tornare qua la sera. Nel frattempo io ho continuato a mettere a posto.
Gli altri giorni invece li abbiamo passati a finire di sistemare la casa, a lavoricchiare (Paolo), a prendere il sole sul terrazzino (io ^__^), a visitare i dintorni e a socializzare.
Stamattina abbiamo messo a posto la sala, e con questo abbiamo finito.
I mici
Loro meritano un discorso a parte: dire che sono stati bravi è altamente riduttivo. Hanno subito capito che la camera degli ospiti è la loro (infatti l’abbiamo ribattezzata la camera dei gatti) e si sono da subito adattati a usare la lettiera (prima facevano tutto fuori).
Alla faccia di chi sostiene che i gatti si affezionano alla casa (e noi siamo al quarto trasloco con loro), si sono ambientati subito. Quicky ogni tanto piange perché non ci vede, allora lo chiamo, lo coccolo un po’ e si tranquillizza. Per il resto sembra che abbiano sempre vissuto qui: adorano le scale (la casa è su tre piani), ci corrono, ci giocano (la Zigu, che è sempre stata l’intelligente del gruppo, porta il suo topino preferito in cima in cima, e poi lo fa rotolare giù e lo insegue, e in questo modo gioca per delle ore).
Dopo qualche giorno li ho fatti uscire, prima sotto la mia attenta supervisione, ora li lascio andare da soli. Tanto stanno nei paraggi, e cmq ho notato con sollievo che preferiscono stare in casa, o al massimo sui terrazzini.
Considerazioni sparse
Gli abitanti del luogo sono di una gentilezza e di una simpatia uniche. In più sono molto socievoli e soprattutto si fidano anche degli estranei. Esattamente il contrario degli spezzini ^__^
Vivere in una casa su tre piani ti costringe a non dimenticare niente e a ottimizzare (del tipo, devi scendere in cucina a prendere una cosa, allora già che ci sei passi dal bagno per prendere la talaltra cosa e portarla giù). Nonostante ciò, riesci a fare su e giù mille volte in un giorno. E si dimagrisce!
Svegliarsi la mattina perché non hai più sonno, e non perché i vicini urlano e bestemmiano, non ha prezzo.
Come non ha prezzo alzarsi la mattina, affacciarsi alla finestra e vedere prati e colline e montagne.
Ho capito perché dicono che i liguri sono tirchi.