Latte, uova, burro e formaggio...
... ricchi di natura! Era lo slogan di una pubblicità degli anni '80.

Ecco.

Il latte è quello che andiamo a comprare dalla muccarola a pochi km da qui. Lo prendiamo quando è ancora caldo di mungitura. Poi lo pastorizziamo - o perlomeno ci proviamo, visto che non abbiamo il termometro -  e poi quando è freddo lo mettiamo in frigo. E' buonissimissimo! SLURP! E quanta pannona che fa!

Le uova sono quelle dei nostri vicini: hanno tante galline e ci regalano tante uova. Sono le vere uova di vere galline ruspanti: piccoline, sporche di cacca, con il guscio durissimo. Le sto usando per fare dolci e biscotti ^__^

Il burro è quello che sto imparando a fare. Non avendo a disposizione la panna del latte di cui sopra (ce ne vorrebbe troppa), ho comprato la panna da montare, e ho fatto un esperimento. Avevo letto su internet le istruzioni per fare il burro, e non avendo voglia di sbattere la panna a mano (ci vorrebbe un fiasco o ancora meglio la zangola), ho usato il normale frullatore. E' una figata: prima la panna si monta e diventa bella dura, poi impazzisce e si sgretola, infine inizia a produrre un liquido (il siero). Questo siero va tolto tutto, e per fare questo bisogna sciacquare più volte. Quello che rimane una volta tolto tutto il siero è burro, autentico burro!
Ha l'aspetto del burro tenuto a temperatura ambiente per un bel po', ma basta metterlo in uno stampino e tenerlo in frigo per qualche ora, et voilà!, un bellissimo panetto di burro fresco fresco ^__^
Ora, non è che abbia molto senso fare il burro dalla panna comprata, ma siamo ancora agli inizi, e qualcosa ci inventeremo

Il formaggio è quello di capra che i miei vicini fanno spesso nel piccolo caseificio che hanno allestito sotto casa. Loro hanno un grosso allevamento di capre, e oltre a vendere il latte, stanno imparando a fare il formaggio e la ricotta.
E io potevo starmene con le mani in mano? Ovviamente no! E così mi sono lanciata purìo in questa impresa ^__^
Fare il formaggio è un'esperienza quasi mistica: si fa scaldare il latte a circa 30°, poi si aggiunge il caglio (che è un liquido che sembra pipì), si lascia agire e quando il latte assume un aspetto budinoso, si raccoglie nelle apposite forme bucherellate. E lì viene il bello: con le mani si deve schiacciare questo budino caldo per fare uscire tutto il siero, si schiaccia a lungo, ogni tanto si rigira, e si rischiaccia. Alla fine si ottiene una bella forma di formaggio, che si farà stagionare.
Il siero non si butta via, ma si raccoglie tutto in un recipiente, che si farà scaldare nuovamente (con il sale), finchè non affiora in superficie la ricotta.
Ragazzi, se non avete mai mangiato la ricotta appena fatta, ancora calda, non sapete che bontà vi perdete!

Come mi piace questa nuova vita ^___^
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Di nuovo online
Per giorni non sono riuscita a collegarmi a splinder. Stavolta non era colpa di splinder bensì di Paolo, che ha messo in piedi tutto un mega ambaradan per avere tutti i pc collegati, e che però non faceva visualizzare alcuni siti.
E così non solo non potevo raccontare la mia nuova vita montana, ma neanche leggere i post altrui.
Da stamattina la situazione è di nuovo sotto controllo: per prima cosa mi sono rimessa in pari con gli altri blog, e ora posso mettermi a resocontare (si schiocca le dita con aria sadica)
Arrivoooooooo!
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