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venerdì, 17 ottobre 2008, ore 08:40
Vabbè che il ristorante mi sottrae qualche ora al mio lavoro, vabbè che i periodi pieni si alternano da sempre ai periodi di calma piatta. Ma minchia!
Oh, tutte in questa settimana. Anzi no, si parte da sabato all'una: mi chiama il mio pseudocapo, esordendo così: "ho pronto il database della prima agenzia da importare, te lo mando stasera, deve essere pronto per lunedì, ce la fai?"
Risposta pensata: "fottiti"
Risposta pronunciata: "sarà molto difficile, non avendo ancora visto il database potrebbe essere un'operazione molto lunga"
Lui: "eh ma è importante, il cliente insiste che sia pronto per lunedì"
Io: "e me lo mandi il sabato sera?!"
Lui: "eh lo so scusa hai ragione, vedi cosa puoi fare, dai"
Ecco. Domenica passata ad importare un database access completamente sputtanato. A un certo punto ho fanculizzato tutti e ho smesso. Ecchecavolo, ma pure di domenica?!
E così è tutta la settimana che mi sto sollazzando con database, tabelle, dati inseriti a cavolo, e 4 lunghe procedure di importazione create da me ad hoc.
Che già solo quello basterebbe a riempirti la vita. No, devo anche tenere a bada gli altri clienti che guarda caso proprio questa settimana hanno un bisogno urgentissimo di questa modifica e di quell'intervento.
Siccome è da un pezzo che ho smesso di dire "zi buana" a cani e porci, li ho tutti rimandati a lunedì prossimo, quando in teoria avrei finito questa esportazione del piffero. Che poi non sono stata molto furba, perchè ora mi ritroverò un branco di clienti che lunedì mi aspetteranno al varco, battendo il piedino a terra e facendo il segno sull'orologio come a dire "vienibbèlla che ti facciamo arrosto!"
Vabbè, un problema alla volta
domenica, 12 ottobre 2008, ore 10:33
Per la serie "qui non ci si annoia mai"
- sto scrivendo dalla nuovissima postazione che abbiamo installato nella ormai ex cameretta: abbiamo smontato vecchia scarpiera e vecchia scrivania, sostituito la prima con piccola scarpiera di quelle sottili, e la seconda con mega scrivania a elle di quelle professionali; seguiranno pc, libreria e mobiletto da ufficio;
- Paolo ha ottenuto dal suo pseudocapo di poter andare in ufficio solo due giorni a settimana, così potrà dedicare i restanti tre a lavorare da casa ai vari progetti che finora per mancanza di tempo abbiamo dovuto rifiutare/rimandare;
- in compenso io da lunedì scorso lavoro part-time come lavapiatti nel ristorante di una mia amica: questo non cozza più di tanto col mio lavoro, perchè è a orario pasti (in pratica è come se facessi una pausa pranzo allungata);
- al mattino e al pomeriggio, rispettivamente prima e dopo il ristorante, sono al pc alle prese con clienti e progetti vari;
- mentre il sabato mattina (7.40->12) faccio da babysitter alla famosa bimba di quest'estate;
- e invece il lunedì sera ho il corso di teatro, iniziato lunedì scorso (20->23);
- in più stiamo organizzando corsi di computer/programmazione.
Ecco. Per una che ha passato l'estate a fare l'ameba al sole, direi che non c'è male ^__^
giovedì, 18 settembre 2008, ore 18:57
Devo dire che io sono la tolleranza fatta persona: mi va bene tutto, sono paziente, ecc.
Però col mio lavoro passo una marea di tempo in chat. Che uno dice, invece di lavorare chatti? No, è che chatto di lavoro. Ovvero i miei maggiori interlocutori sono clienti o collaboratori.
Purtroppo, alcuni di questi hanno uno stile che mi irrita alquanto, quando non mi fa venire voglia di prendere a testate il monitor e a morsi il mouse.
Questa cosa mi ha fatto venire in mente l'idea di una classifica dei peggiori chatter.
6) L'invadente
Può capitare che un contatto si sia rivelato così scassaballe nel tempo, da portarti ad eliminarlo (non fisicamente, purtroppo).
Tu pensi di aver risolto i tuoi problemi, ma ecco che dopo qualche settimana, cerca di farsi riaggiungere. Tu ignori la richiesta, e continui felice la tua vita. Ma lui, non contento, ci riprova, stavolta modificando leggermente il proprio nick (furbo eh?). Ma tu non ti scoraggi, anzi un po' ti ci diverti, e premi di nuovo il tasto "ignora". Ripetere l'operazione quanto basta o fino ad esaurimento pazienza dell'altro.
5) Il prolisso
La caratteristica di una chat è (dovrebbe essere) la velocità, l'istantaneità. Sennò non si chiamerebbe chat, giusto? Oh. Se tu stai mezz'ora a scrivere un papiro tanto, e io vedo la pennina che scrive e scrive, e cancella, e riscrive, e poi si ferma, e poi riscrive... belin io penso "porca vacca, cos'avrà mai da dirmi?", e sono lì con la finestrella aperta, e non riesco a fare altro perchè
so che se faccio alt-tab per vedere qualcos'altro, arriverà il messaggio. E così aspetto e prego che l'altra persona prema il tasto invio, perchè l'attesa mi logora e la curiosità pure. Ecco, nel 90% dei casi, tale messaggione infinito è una stronzata pazzesca, che ti verrebbe da rispondere "apperò! ci hai dovuto pensare tanto, eh?", e fanculizzi mentalmente il tuo interlocutore.
4) L'ottuso
Allora, io non fanculizzo mai nessuno, sono tendenzialmente gentile per carattere. Ma chi mi conosce un pochino, sa che se ho piacere di comunicare, sono molto espansiva e chiacchierona. Se rispondo a monosillabi, e tra un monosillabo e l'altro faccio passare cinque minuti (a meno che non sia proprio incasinata, e allora te lo dico), forse (forse eh) mi stai un po' rompendo le palle (forse eh), e quindi è il caso di non continuare con le tue cazzate.
3) L'impaziente
Se mi scrivi "ci sei?" e non ti rispondo, vuol dire che a) non ci sono, b) ci sono ma non posso rispondere. In entrambi i casi, è assolutamente inutile e controproducente (per te) far seguire quel "ci sei?" a una sfilza di messaggi frenetici a un secondo di distanza l'uno dall'altro. Stronzo!
2) Il frettoloso
Gradirei che prima di far partire la telefonata con Skype, ti accertassi che ci sono/posso rispondere/ho le cuffie attaccate. Perchè sai, non è simpatico sentire quello squillo che ti trapana i timpani, mentre cerchi imprecando di collegare le cuffie, il cui cavo è sistematicamente attorcigliato.
1) L'insicuro
Ma il primo premio va a quelli che scrivono a pene di suino. Non mi riferisco alla grammatica, agli errori di digitazione (io stessa sono discrivica), o alla punteggiatura. Mi riferisco A QUELLI CHE SCRIVONO TUUUUUTTO IN MAIUSCOLO (cazzo urli?!). A quelli che mettono..... quaranta....... puntini di sospensione ogni tre parole (perchè? a che scopo?!). E, soprattutto, a quelli che terminano ogni fottutissima domanda con settanta punti interrogativi, spesso mescolati agli esclamativi. Cioè, non è che se mi scrivi "ce la fai a fare questa cosa?!???!?!?!" capisco meglio la domanda o mi sbrigo a fare ciò che chiedi. Anzi, c'è che il caso che ti dica "guarda, ora sono incasinata", solo perchè ti sei espresso in quel modo.
Si, sto decisamente diventando intollerante.
domenica, 15 giugno 2008, ore 11:11
Stamattina Paolo è partito presto presto, per andare a Brescia dove opereranno per la quarta volta mio suocero. Anche questa è un'operazione di routine, infatti martedì dovrebbero tornare a casa.
Oggi volevo passarlo ad aggiornare il blog (quasi finito), a pulire la casetta (non ancora iniziato), curare il pratino (rimandato causa pioggia), lavoricchiare (dopo aver pulito)
Domani avrò la mattina impegnata con la bimba, il pomeriggio lavoro e martedì prendo la macchinina e vado ad Ancona. Sono stata indecisa fino all'ultimo: treno o macchina? Ma alla fine ha vinto la macchina per 3 ore e mezzo contro 6 (eh, insomma)
Poi, se Paolo rientra martedì, non ci sono problemi; se per sbaglio dovesse tornare mercoledì, ho già lasciato le chiavi di casa a mia cognata, per venire a dare da mangiare ai micioli.
E così anche la prossima settimana sarà bella piena di deliri!
lunedì, 05 maggio 2008, ore 09:30
Capisco che siete tornati al lavoro dopo un lungo ponte.
Capisco che vi girano perchè in questo momento vorreste essere ancora al mare/montagna/casa/letto.
Ma io, povera crista, sono nelle vostre stesse condizioni! Quindi, per favore, abbiate pietà e non tormentatemi con la modifica da fare, la schermata che non funziona, il sito da mettere online.
Perchè non ce la posso fare! Il cappuccino sta tardando a fare il suo effetto. Le ditine non sono più abituate a premere i tastini, poverine! Gli occhietti sono a mezz'asta. Il cervellino sta ancora subendo gli effetti del sole preso in questi giorni.
Quindi vi prego... ancora per qualche ora...
NON ROMPETE I COGLIONI!
Grazie.
giovedì, 24 aprile 2008, ore 14:20
... che mi separano da
ben tre giorni ferie.
Ancora poche ore e mando affanculo tutti, ma tutti eh?
(periodo dimmerda)
Postato da pollon74 -
commenti
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my job
martedì, 08 gennaio 2008, ore 17:10
Quelle giornate passate nell'ozio.... alzarsi quando non si ha più sonno... bighellonare per casa senza una meta... cazzeggiare... lavoricchiare quella mezzoretta ogni tanto, giusto per non perdere l'abitudine, ma senza l'ansia delle consegne....
Poi l'epifania tutte le feste si porta via (ha portato anche due calze giganti, ma ora non c'entra), e si porta via le feste e riporta i clienti. I quali, al contrario di me, sono belli pimpanti e con il caricatore "rompicoglioni" bello carico.
E così tra ieri e oggi mi avranno chiamato 10 clienti tutti diversi, per i problemi più disparati e disperati.
E io a destreggiarmi tra un programma e l'altro, a correggere bachi e fare modifiche, a comunicare in tutti i modi possibili: cellulare, telefono, skype, messenger, mail.
Se ho fatto dei danni,
non lo voglio sapere. Tanto me lo faranno notare loro!
giovedì, 15 novembre 2007, ore 12:20
Il fatto: ho dovuto trasferire un sito da un server ad un altro. Più che un sito un gestionale online.
Ieri ho detto,
mi ci metto stasera dopo cena, chi vuoi che lo usi a quell'ora lì? Esatto.
Trasferisco pagine e database, faccio cambio di DNS, aspetto che sia tutto apposto, testo il programma, tutto ok.
Nel frattempo si eran fatte le 11, e così ho aspettato che iniziasse
Heroes, e già che c'ero me lo sono visto tutto
Stamattina dovevo portare la Puffa dal veterinario: non credo di aver mai postato cos'avesse, cmq aveva un problema all'occhietto, che ho curato per due anni, e che alla fine è finalmente guarito (alè!)
Vabbè, controllo e già che c'ero vaccino.
Ma prima, mentre ero in macchina con la Puffa ululante nel trasportino, mi chiama una cliente del suddetto programma. E mi spiega che ieri sera una sua collega (e intanto la Puffa urlava), si è collegata
da casa per inserire degli immobili (è un programma per agenzie immobiliari)
Ora dico, ma cazzarola... vabbè che a voler essere professionale avrei dovuto mettere una paginetta "siamo in fase di manutenzione, il servizio è temporaneamente inaccessibile e balle varie", ma dico... alle
dieci di sera?
Chi è che lavora alle
dieci di sera?! (a parte i programmatori sfigati)
Morale della favola: le ho detto di inserirsi gli 8 immobili a mano, poi ho ripreso a guidare verso l'ambulatorio, ridendo come una matta al pensiero di Murphy che oh, non ne sbaglia una!!
mercoledì, 08 agosto 2007, ore 17:14
Andare a lavorare alle 17, e non aggiungo altro.
(no, non sono io, io ho il culo di lavorare da casa :P)
sabato, 28 luglio 2007, ore 10:01
Vorrei iniziare con una breve parentesi sul mio culo (ovviamente non quello fisico, ma quello figurato)
Ho passato un'intera giornata a cercare di comprare i biglietti del treno dal sito di
trenitaliadimerdapuntoit.
Non ci sono riuscita,
emmenomale!! Cioè, col fatto che sono dovuta andare in macchina, non oso pensare a quanto avrei dovuto tribolare per avere il rimborso!
Chiusa parentesi.
Antefatto
Tornati dalla vacanzina, il giorno dopo Paolo ed io siamo andati a farci un giro in scutah

Fermatici a fare due passi, incontriamo un ex collega che non vedevamo da qualche annetto.
Baci abbracci come va, il discorso cade sulla nostra casa. E pensa un po', non scopriamo che lui conosce il sindaco del comune dove dobbiamo fare la casetta?! E pensa un po', anche lui deve fare una casa nella stessa zona nostra! E così ha detto che ci avrebbe dato una mano con i permessi e scartoffie varie.
Il giorno prima della mia partenza, Paolo sente questo amico, il quale gli dice di incontrarci in comune il giorno dopo alle 10, per parlare col sindaco.
Peccato che io avessi il treno alle 8.10 e che Paolo dovesse andare a Firenze la mattina presto.
Così avevo due possibilità: prendere il treno all'1 e mezza e arrivare ad Ancona alle 20.30, o andare in macchina. Ecco spiegato l'ambaradan.
(poi l'appuntamento in comune è saltato, ma l'ho saputo solo alle 9 della mattina stessa, quindi troppo tardi)
Nel frattempo avevo anche preso appuntamento con l'amministratore delegato della Libella (quella della nostra casetta prefabbricata), per parlare della nostra situazione. Appuntamento il giorno del mio rientro da Ancona, alle 19.
Ricapitolando: mercoledì sono arrivata ad Ancona alle 18, per ripartire giovedì alle 14.30 ed essere a casa in tempo per le 19 per parlare col tipo. Tipo che ho visto giusto mentre ripartiva in macchina, perchè ovviamente ho beccato coda in autostrada in tre punti, e sono arrivata a casa alle 19.30.
Meno male che c'era Paolo, e ci ha parlato lui.
Insomma, alla fine potevo anche andare in treno come tutte le altre volte