Il rispetto
Quando parlo di valori, specie nel rapporto con gli altri, la prima parola che mi viene in mente è il "rispetto"
Ho sempre dato un significato preciso a questa parola. Per me rispettare una persona significa evitare di ferirla, evitare di insultarla, di trattarla male.
Oggi mi è stato dato un altro significato di questa parola, ovvero: esprimere i propri sentimenti nel momento in cui li si provano, dire cosa si pensa veramente, e all'occorrenza criticare.
Quale delle due è la definizione giusta? Forse che la definizione è soggettiva? O la verità sta, come al solito, nel giusto mezzo?
Così sono andata a googlare "rispetto". Dal De Mauro si legge:

"sentimento di riguardo e di attenzione nei confronti degli altri, che trattiene dall’offendere, dal trattare bruscamente o in modo inadeguato"

Mumble mumble. Sembrerebbe più vicina alla mia definizione.
Però. Riguardo e attenzione nei confronti degli altri. Modo inadeguato
Esiste un modo adeguato universale? Ovviamente no. Una cosa che a me può fare piacere, ad altri può dare fastidio. Ecco che allora anche la parola rispetto si presta a diverse interpretazioni.
Riflettendo mi vien da pensare che il rispetto è un misto delle due definizioni.
Ovvero: dire agli altri ciò che si pensa, all'occorrenza criticare, ma senza usare improperi, e senza l'intento di ferire volutamente una persona.
Per me è molto difficile muovere delle critiche. In famiglia ho sempre ricevuto critiche distruttive (sempre grazie a mio padre). Sbagli qualcosa, sei scemo. Fai giusto, complimenti zero. Bravo, mai. Insulti, sempre.
Tant'è che ancora adesso, quando mi fanno degli elogi per i lavori che faccio, c'ho sempre l'istinto di voltarmi per vedere se li stanno facendo a quello dietro di me ^__^
E le critiche le vivo male, come se critica=non ti voglio più bene. Quest'ultima cosa la sto superando grazie a Paolo e ai miei migliori amici. Soprattutto Paolo però.
E di conseguenza non mi piace dire cose negative. Perchè temo che l'altra persona possa recepire il messaggio (sbagliato) che non le voglio più bene.
Però mi sono accorta, che alcuni sono più come me, altri invece preferiscono anzi una valanga di parolacce, perchè la vedono come una cosa costruttiva.
Però allora come mi devo comportare? In base a come sono gli altri? E se non lo so, come sono gli altri?
Epperò credo che qualsiasi frase, detta con sincerità, e con garbo, anche se negativa, sia sempre accettabile, anche dai più suscettibili.
Ci devo lavorare sù. Iniziare con le persone più care, e via via con quelli con cui ho meno confidenza.
L'altra Stefy
E' la Stefy che dice basta, quella che chiude le porte, rompe i ponti, taglia i legami, che se ne frega, ecc.
In 32 anni sarà uscita... boh.... manco leditadiunamano volte.
Ho la tendenza ad affezionarmi molto. Quando mi affeziono a una persona, do tutta me stessa: allora mi preoccupo, ascolto, consiglio, offro la spalla per piangere, la difendo con chi ne parla male, dicendo che persona meravigliosa è, e così via.
Che ho scoperto che non è una cosa sempre positiva. Almeno non con tutti. Per esempio con la mia migliore amica (la famosa sposa), è come ho detto sopra. E la cosa è reciproca.  E  dopo 12 anni, con i vari problemi, la lontananza, le ovvie divergenze, siamo legatissime. Questo anche e soprattutto perchè ci siamo sempre rispettate. A volte ci siamo date consigli sbagliati, ci siamo intromesse inopportunamente l'una nella vita dell'altra, ma nessuna delle due ne ha mai fatto una tragedia. Perchè sappiamo che ci vogliamo bene, e qualsiasi cosa la facciamo in buona fede.
Invece ad altre persone tale atteggiamento può dare fastidio anzichenò. Benissimo, basta saperlo.
Ma torniamo alla Stefy di cui sopra. Per carattere non do niente per scontato: le parole "sempre", "per sempre", "mai", "mai più" le uso solo quando sono veramente sicura.
A maggior ragione nei rapporti personali. Non capisco quelle coppie che vivono di tira e molla, oggi ti amo, domani ti odio, dopodomani chissà, tieni l'anello, ridammi l'anello.....
Prima di troncare una relazione ci ho sempre ragionato molto, ho sempre messo sul classico piatto della bilancia, pro e contro, gioie e dolori. Solo quando sono stata veramente sicura, ho detto basta, e quel basta è sempre stato definitivo.
Credo che in certe occasioni, prima di lasciarsi guidare dall'impulso, bisognerebbe riflettere. Anche prima di vomitare frasi che non si pensano, cattiverie gratuite che si sa che non sono vere, ma che si dicono per il gusto di far del male all'altra persona. Per poi dimenticare tutto quando la rabbia è sbollita. Peccato che chi riceve questo tipo di trattamento, non dimentica...
Da mio padre ho imparato che la cosa più importante è il rispetto. Non perchè lui rispetti tutti, anzi l'esatto contrario! Mio padre è il tipo che non rispetta nessuno, spara insulti e cattiverie a raffica, e se è verso la sua famiglia, ancora meglio :-/
E io ho imparato ad essere l'opposto. Se non altro qualcosa di buono me l'ha insegnato!
Epperò pretendo lo stesso rispetto, e se non vengo rispettata, reagisco. Magari non subito, mi manca la famosa battuta pronta, nonchè il gusto di fare del male per vendetta. Ci soffro, mi rintano a leccarmi le ferite, spesso concedo una seconda possibilità. Tutti sbagliano, per carità. Dipende anche dall'entità della mancanza di rispetto. Però, se la prima volta ho preso il batostone, la seconda volta esce fuori l'altra Stefy, quella che di solito sonnecchia tranquilla. Quindi esce, si stira le zampette, fa uno sbadiglione, e dice "Ao'! Che è tutto sto casino? Qui si cerca di dormire!" Sbatte fuori di casa l'artefice di tanto scompiglio, chiude porte e finestre con tanto di chiavistello e antifurto, e se ne torna a nanna.
Ecco, in quelle (rarissime) occasioni, chiudo, rompo, taglio. E me ne frego. E non torno più sui miei passi. E sono felice. E riprendo la mia vita tranquilla dove l'avevo lasciata. E vaffanculo.
Alcune regole sui rapporti personali
Se una persona è paranoica: cerca di evitare gli attriti
Se è paranoica e ti accusa: prova a  spiegare come stanno le cose
Se è paranoica, ti accusa e ti rigira la frittata: inizia a preoccuparti
Se è paranoica, ti accusa, ti rigira la frittata, e non hai la battuta pronta per poter rimettere la frittata com'era: stanne alla larga!

Ma soprattutto: piantala di preoccuparti per gli altri, che nella maggior parte dei casi agli altri non gliene frega se ti preoccupi; vivi la tua vita, che è già abbastanza incasinata; se ti fanno una domanda, dai una risposta, punto. Se ti chiedono aiuto, dai il minimo indispensabile.

A volte vorrei  avere la battuta pronta e la lingua tagliente.... no, la lingua tagliente no, perchè è una cosa negativa, che allontana le persone. Oddio, se usata con chi se lo merita, va anche bene, ma spesso purtroppo chi cellà la usa a sproposito, giusto per il gusto di ferire le persone.
Ma la battuta pronta si! Invece che prenderlo sempre in quel posto, o passare dalla parte del torto, perchè se mi aggrediscono mi si offusca la mente e non riesco più a formulare le mie ragioni.

Esisterà un corso di prontabattutaggine?

Perchè...
... i parenti non si possono scegliere come gli amici?