Sono tornati
Evviva evviva
Oh, sono stati via 4 giorni, da venerdì mattina a ieri sera. Una pace! Un silenzio! Una goduria!
Ma si sa che le cose belle sono quelle che durano di meno.
E così stamattina, alle 10, volano già urla e insulti...

Ma io mi domando: a cosa serve essere perennemente, costantemente incazzati col mondo?
Te l'ha prescritto il medico? Pensi che così facendo camperai di più?
E soprattutto: dopo che ti sei sgolata e hai trattato tua figlia come l'ultima delle merde, ti senti meglio?

Mah... come dice sempre mia mamma, il mondo è bello perchè è vario!
Finalmente son tornati!
Mi mancavano, mi mancavano davvero,
C'era troppo silenzio in questa casa! Un mortorio la scorsa settimana!
Ma finalmente sono tornati dalla settimana bianca: e con loro sono tornate le urla, le bestemmie, le suonate di flauto...
EVVIVA!
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Sogno balordo
Stanotte ho sognato i VP (vicini puzzoni). Stranamente andavamo d'accordissimo, lui si faceva delle gran chiacchierate con Paolo, e la VP parlava tranquillamente con me (nella realtà manco mi saluta)
Poi cambia la scena, e sono dai miei (devo ancora capire perchè sogno spessissimo la casa dei miei, ma vista dall'esterno)
Insomma, sono sulla strada, e cerco la melanzana(*). Ma non la trovo da nessuna parte! Incrocio una coppia di amici, che mi dicono di averla vista poco oltre. Vado per cercarla, tra rovi e arbusti (?) ma non la trovo.
Torno indietro, e vedo una melanzana, ma beige invece che viola. Sospettando che me l'abbiano ridipinta, faccio scendere il tipo che è dentro. Che è un nanetto.
Cambia scena: sono dentro la casa dei miei, con la melanzana in mano, formato macchinina. La guardo, me la rigiro tra le mani, e Paolo mi dice: "Guarda che non è lei!"
La guardo bene, e infatti è un coupè. Allora vado dal nanetto, che si era messo in un angolino disperato, gli chiedo scusa e ci abbracciamo.

Boh.

* Per chi non lo sapesse, la melanzana è la mia macchina
In coda alla cassa
Ieri: spesa all'Ipercoop (poca roba eh, che mi sta sulle palle, ma all'Esselunga non avevano quello che ci serviva)
Ci mettiamo in coda, belli tranquilli. Davanti a noi, una famiglia composta da padre, madre e figlia.
A un certo punto una ragazza passa davanti a noi e alla suddetta famiglia.
La guardo un attimo pensando "e quindi?", poi la guardo bene, e aveva una panza tanta, poverina, pareva dovesse farlo a minuti.
La madre davanti a noi, si gira verso il marito dicendogli - con voce non tanto alta, ma abbastanza da farsi sentire volutamente dalla ragazza panzuta - "ma che faccia tosta!"
La ragazza (che dall'espressione del viso non doveva stare neanche tanto bene), le indica il cartello cassa abilitata disabili e donne in attesa e con un filo di voce cerca di spiegare che è un suo diritto passare avanti.
La madre puzzona replica stizzita "Eh, ho capito ma...!" come a dire, che cazzo me ne frega a me!
Una noiaaaaaaaa!
Fortuna che la cassiera le ha detto di passare avanti senza problemi.
Io e Paolo ci guardiamo scuotendo la testa.
Poi Paolo mi fa:  "A te però non ti ci mando a fare la spesa da sola"
"Per tutti i nove mesi?"
"Nooo, gli ultimi giorni!"

GHGHGH!
Il Natale
E' incredibile: anche oggi i miei vicini urlano e litigano. Uno dice, almeno a Natale, datevi una calmata. No,
Eppure non dovrei stupirmi. Ora vivo in una casa dove regna l'amore, la gioia e la serenità.
Però per 27 anni ho vissuto in un ambiente dove le urla e le litigate erano all'ordine del giorno.
Sempre: natale, pasqua, compleanni...
Infatti tra un po' mi preparo e vado a passare l'ennesimo Natale di merda dai miei.
Fortuna che nel pomeriggio raggiungo Paolo dai suoi, e finalmente là ci sarà qualcosa da festeggiare
La rompibaglioni
Oggi che la figlia non suona il flauto, ci si è messa la mamma.
Stonata e fuoritempo.
Baglioni a balla e....

E anda-reeeeeeee!
Lonta-noooooooo!
Lonta-a-a-a-a-a-nooooooo!


(magari)

eppoi

seeeeeee-nza teeeeeeeee morireiiiiiiii!

(io senza te vivrei meglio)

Oddio l'acuto no! aargh

Ok, abbiamo appurato che non è capace di esprimersi al di sotto dei 100 decibel. Sigh.
Postato da pollon74 - commenti
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Lei
urla dalla mattina alla sera;
è sempre (e dico sempre) incazzata;
mi ha tolto il saluto dopo un mese che eravamo qui, per via dei gatti;
bestemmia un casino (non lo sopporto nelle donne);
le poche volte che ride, ha una risata da strega;

e poi la sento che inveisce contro sua figlia, e si lamenta che è maleducata, che urla, che vuole sempre avere l'ultima parola

mi domando da chi avrà preso...
Postato da pollon74 - commenti
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Cho i gatti schizzati
Vagano per casa e mi fissano con occhi imploranti, come a dire Falla smettere!
Come faccio a spiegar loro che io non c'entro? Che non è colpa mia se la figlia dei vicini non la smette di stuonare* "Fra Martino campanaro"?

Spero di non essere più qui quando attaccherà con la vecchia musica della Barilla aargh

* Una delle parole zippate di mia invenzione, che sta per "suonare stonando"
Quel cazzo di flauto
Che sta suonando la figlia dei vicini
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Permalink - the others, al volo
Il rispetto
Quando parlo di valori, specie nel rapporto con gli altri, la prima parola che mi viene in mente è il "rispetto"
Ho sempre dato un significato preciso a questa parola. Per me rispettare una persona significa evitare di ferirla, evitare di insultarla, di trattarla male.
Oggi mi è stato dato un altro significato di questa parola, ovvero: esprimere i propri sentimenti nel momento in cui li si provano, dire cosa si pensa veramente, e all'occorrenza criticare.
Quale delle due è la definizione giusta? Forse che la definizione è soggettiva? O la verità sta, come al solito, nel giusto mezzo?
Così sono andata a googlare "rispetto". Dal De Mauro si legge:

"sentimento di riguardo e di attenzione nei confronti degli altri, che trattiene dall’offendere, dal trattare bruscamente o in modo inadeguato"

Mumble mumble. Sembrerebbe più vicina alla mia definizione.
Però. Riguardo e attenzione nei confronti degli altri. Modo inadeguato
Esiste un modo adeguato universale? Ovviamente no. Una cosa che a me può fare piacere, ad altri può dare fastidio. Ecco che allora anche la parola rispetto si presta a diverse interpretazioni.
Riflettendo mi vien da pensare che il rispetto è un misto delle due definizioni.
Ovvero: dire agli altri ciò che si pensa, all'occorrenza criticare, ma senza usare improperi, e senza l'intento di ferire volutamente una persona.
Per me è molto difficile muovere delle critiche. In famiglia ho sempre ricevuto critiche distruttive (sempre grazie a mio padre). Sbagli qualcosa, sei scemo. Fai giusto, complimenti zero. Bravo, mai. Insulti, sempre.
Tant'è che ancora adesso, quando mi fanno degli elogi per i lavori che faccio, c'ho sempre l'istinto di voltarmi per vedere se li stanno facendo a quello dietro di me ^__^
E le critiche le vivo male, come se critica=non ti voglio più bene. Quest'ultima cosa la sto superando grazie a Paolo e ai miei migliori amici. Soprattutto Paolo però.
E di conseguenza non mi piace dire cose negative. Perchè temo che l'altra persona possa recepire il messaggio (sbagliato) che non le voglio più bene.
Però mi sono accorta, che alcuni sono più come me, altri invece preferiscono anzi una valanga di parolacce, perchè la vedono come una cosa costruttiva.
Però allora come mi devo comportare? In base a come sono gli altri? E se non lo so, come sono gli altri?
Epperò credo che qualsiasi frase, detta con sincerità, e con garbo, anche se negativa, sia sempre accettabile, anche dai più suscettibili.
Ci devo lavorare sù. Iniziare con le persone più care, e via via con quelli con cui ho meno confidenza.